I cani amano i loro padroni più del cibo, lo dice la scienza

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Credits: Thomas Milburn

Per chi ha avuto la fortuna di avere un cane a condividere le avventure di ogni giorno, il dubbio non è praticamente mai esistito. I nostri amici a quattro zampe sarebbero capaci di fare qualsiasi cosa per noi, compreso rifiutare il cibo quando siamo ammalati. A confermare questa dedizione assoluta è ora anche la scienza, la quale sostiene senza alcun timore di essere smentita, che i cani amano le persone addirittura più del cibo. Andiamo quindi a vedere meglio le basi di questo convincimento.

I cani amano i loro padroni addirittura più del cibo

Sono assolutamente convinto che i nostri cani ci amino. Non ci sono dubbi per me“: a sostenerlo è Clive Wynne, professore di psicologia all’Arizona State University e direttore del Canine Science Collaboratory dell’università. Naturalmente, in linea con il personaggio, si potrebbe dubitare della base scientifica di un’osservazione simile, alla luce del fatto che risulta già abbastanza problematico verificare i sentimenti provati dagli umani.
A dare un fondamento del tutto concreto alle sue parole, però, ci ha pensato Gregory Berns, che ricopre la funzione di neurologo presso la Emory University in Georgia. È stato lui, infatti, a decidere di addestrare Callie, il suo cucciolo, e altre simili, a tollerare il rumore all’interno della camera di imaging di una risonanza magnetica, per poi procedere ad una attenta analisi della loro attività cerebrale, un monitoraggio portato avanti sottoponendoli a una varietà di odori divisi in due categorie ben precise: quelli familiari e altri sconosciuti. I risultati che sono scaturiti dall’esperimento non sembrano lasciare in effetti soverchi dubbi, confermando l’assunto iniziale.

I risultati dell’esperimento sembrano difficilmente confutabili

I cani che sono stati sottoposti al test hanno fornito una serie di risultati giudicati non solo attendibili, ma anche praticamente inconfutabili. Se, infatti, la regione dell’olfatto del cervello si illuminava per tutti i 12 cani indipendentemente da chi fosse la persona o la cosa, soltanto i profumi familiari hanno portato il nucleo caudato ad illuminarsi.

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Credits: Alan Levine

Perché è così importante questo dato? Il motivo è da ricercarsi in particolare nel fatto che il nucleo caudato è una regione solitamente collegata a processi mentali di livello superiore, un ambito in cui rientrano ad esempio l’emozione, la ricompensa, la motivazione e i sentimenti romantici.
A questo primo dato se ne è poi andato ad aggiungere un altro, proveniente a sua volta da un secondo studio, sviluppando il quale è praticamente stato dimostrato che l’86% dei nostri amici a quattro zampe ha denotato un livello simile o superiore di attivazione del caudato in qualità di risposta alle lodi dei propri padroni rispetto al cibo. In parole molto più semplici, i cani amano ricevere lodi da loro, piuttosto che il sostentamento nutritivo.

Una ulteriore conferma dell’assunto iniziale è poi arrivato da uno studio proveniente stavolta dal Giappone. In questo caso è stato Takefumi Kikusui, un ricercatore della School of Veterinary Medicine dell’Università di Azabu in Giappone, a scoprire che i cani piangono letteralmente quando si ricongiungono al loro effettivo proprietario al termine di un lungo periodo di separazione. Un sentimento molto più forte di quello che esprimono quando invece tornano in contatto con persone conosciute, ma diverse appunto dal loro amico abituale.

Secondo Clive Wynne, questo fenomeno è dovuto al fatto che le creature alla loro nascita possiedono una forte capacità di formare legami di carattere emotivo con i membri di qualsiasi specie con la quale entrano in contatto nel corso dei primi tre mesi di vita. Nel caso dei cani questa caratteristica sembra ancora più forte, come può testimoniare chiunque abbia avuto un cucciolo di cane e lo abbia aiutato ad affrontare il periodo iniziale della sua avventura.

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