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Elon Musk a processo per un tweet del 2018: cos’è accaduto?

Elon Musk

Credits: Mohammed Abdelzak

Sembra proprio che per Elon Musk sia impossibile restare fuori dal mirino dei media.

Abituato a essere al centro dell’attenzione, l’ex uomo più ricco del mondo non si risparmia in tal senso, ma a volte esagera, soprattutto quando utilizza i social.

A ricordarglielo, però, è in questa occasione la magistratura degli Stati Uniti, la quale ha deciso di portarlo sul banco degli accusati per un tweet risalente al 2018. Un messaggio che è stato evidentemente ritenuto non proprio innocente e che ora potrebbe costare caro al fondatore e CEO di Tesla.

Elon Musk accusato di frode

Elon Musk è accusato di frode dagli investitori per aver pubblicato un tweet nel 2018, quindi più di 4 anni fa, relativo alla sua intenzione di quotare Tesla in borsa. Il processo è in corso a San Francisco e lo stesso Musk ha dovuto impegnarsi per circa mezz’ora in qualità di testimone, cercando di far assolvere dal tribunale un modo di comunicare sui social il quale era del resto già da tempo stato messo sotto accusa da una parte dell’opinione pubblica.
A decidere di procedere in giudizio è stato un azionista dell’azienda di auto elettriche, giustificando la sua azione legale con il fatto che il numero uno dell’azienda non disponeva dei fondi per l’operazione, oltre ad aver agito in maniera sconsiderata, alla luce del fatto che il piano era soltanto in fase embrionale. 
A finire sotto accusa, in particolare, sono stati i cinguettii che il miliardario di origini sudafricane ha affidato a Twitter nell’agosto del 2018, in cui lo stesso Musk aveva garantito la copertura finanziaria per la privatizzazione di Tesla con una valutazione di 420 dollari per azione.

Elon Musk
Credits: James Duncan Davidson


Dopo un blocco della compravendita dei titoli a Wall Street subito dopo l’uscita dei messaggi in questione, le operazioni erano poi riprese in maniera regolare, raggiungendo un controvalore pari a 350 milioni di dollari. Ciò non è però stato sufficiente a evitargli di finire in tribunale per rispondere di un comportamento ritenuto improprio, in quanto lo scenario da lui prefigurato non si era verificato.

Non è la prima volta che Elon Musk viene accusato di turbare i mercati

Il comportamento troppo disinvolto per cui è ora accusato in tribunale non rappresenta una novità per Elon Musk. Già nel passato il miliardario era stato accusato di aver dato vita ad un vero e proprio pump and dump su Bitcoin. A lanciare la pesante accusa (si tratta di una modalità di trading espressamente proibita dalle leggi federali) era stata nel giugno del 2021 Magda Wierzycka, CEO della società fintech Sygnia, la quale non aveva avuto eccessive remore nell’accusarlo in tal senso dopo l’acquisto da parte di Tesla di un quantitativo di token pari a 1,5 miliardi di dollari, all’inizio dell’anno.
A suo parere, l’azienda aveva poi venduto gran parte della sua esposizione una volta che il prezzo di BTC aveva raggiunto il suo apice, contribuendo in larga parte non solo al crollo del suo prezzo, ma anche a quello dell’intero settore.

I comportamenti di Musk, peraltro, avevano spinto anche Anonymous ad attaccarlo in un videomessaggio in cui il gruppo di hacker non aveva esitato a definirlo un ricco narcisista alla ricerca di attenzioni. Tanto da non esitare a giocare con le vite degli investitori, in particolare quelli che si sono accodati al DOGE Train, il vero e proprio trenino di celebrità che punta a promuovere Dogecoin.
Se in questo caso gli attacchi alla figura del fondatore di Tesla erano stati portati avanti esclusivamente a livello mediatico, ora per lui si sono aperte però anche le aule di tribunale, ove il riconoscimento degli addebiti mossi nei suoi confronti potrebbero dare luogo a conseguenze molto serie.

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