Moschino Menswear, la collezione Resort 2024 è un tripudio di stile e audacia

moschino menswear resort 2024

Moschino Menswear Resort 2024/ ph. Fashionnetwork

Abiti che parlano di fiori e di contrasti, estro e classicismo. La nuova collezione Moschino Menswear Resort 2024 è una sorpresa inaspettata.

Dopo l’addio a marzo del direttore creativo Jeremy Scott, che ha tenuto il timone del brand Moschino per 10 anni, si era incerti per le sorti di una collezione priva di leader. Ma ovviamente, e per fortuna,
non è sempre detto che una barca senza capitano navighi in acque sbagliate, anzi. La collezione Resort 2024 firmata Moschino Menswear ci è piaciuta eccome.

Un ensemble puro di follia, che ha trasmesso nel tempo l’ex direttore creativo, + una manciata di ironia e allure, intrisi da sempre nel marchio.

Moschino Menswear Resort 2024: la collezione

Una collezione con un focus ben preciso e definito, contrasti senza troppi eccessi, guizzi di audacia, ma al punto giusto. La Moschino Menswear Resort 2024, sembra esaltare attraverso gli abiti, le diversissime sfumature di un giovane moderno: frizzante ed estroso con tratti di seriosa eleganza e rettitudine.

I primi look che saltano all’occhio sono i capi floreali: ed ecco come un motivo d’archivio diventa protagonista. La primavera, si fa corsetti, jumpsuit e top slim fit e si incastra senza forzature tra t-shirt dal taglio sportivo e giacche da pioggia.

I fiori si “contrappongono e si incontrano” con pezzi sartoriali sparsi qui e lì. Una visione dai tratti sobri ed essenziali: dai completi pantaloni e camicia con taglio classico fino alle giacche, bermuda e gilet oversize in un gessato bianco e beige.

E intanto, tra fiori e catene e catene con fiori, stampe con effetto spruzzo di vernice nei toni del blu e del nero si fanno strada su bermuda e cardigan dal mood safari. Tessuti lucidi e setosi ma anche velluti rigati e Principe di Galles.

Pantaloni cargo, anche in versione shorts, pullover e cravattini a righe, colletti camicia a mo’ di accessorio, shopper bag e zainetti mostrano la versione “studente non convenzionale”, in cui l’arte del layering (sovrapporre) è nel pieno della sua forma.

Modellato e sfruttato in modo sapiente il denim, in lavaggi chiari used e nei toni del viola. Bellissimo il pantalone di jeans capovolto, il gilet camicia senza maniche e il giubbotto con colletto in velluto sfacciatamente retrò.

La palette di colori della collezione Moschino Menswear Resort 2024 parte dai total black, passando per il beige e le stampe classiche a righe e quadri, per arrivare alla vittoria dei verdi. Due le tonalità trionfanti: Il verde muschio declinato in una versione shiny nelle camicie e nel bomber jacket multitasche con maxi collo e il verde acquamarina presentato nei gilet in maglia, nei pantaloncini e nel top a incrocio con lunga fusciacca.

Combinazione di tessuti opposti al primo impatto, ma fantastici se abbinati, stili tendenzialmente diversi che presentati nella giusta forma danno vita – come in questo caso – ad una collezione tutta da apprezzare.

Moschino Menswear e non solo. Storia di un marchio riferimento del made in Italy

Da sempre innovativo e irriverente: il brand Moschino nasce ad opera di Franco Moschino nel 1983. Il suo ideatore, artista e pittore, reduce da una collaborazione lavorativa con Versace – altro colosso della moda italiana – decide di fondare il suo brand. Da lì a poco, successo immediato.

Ciò che ha sempre contraddistinto Moschino è stata l’originalità e la capacità di rielaborare in chiave pop abiti sartoriali. Famosissime le sue stampe multicolore e i pattern a pois. In breve tempo il marchio diventa riferimento della moda italiana e internazionale, presentando le collezioni attraverso sfilate e shooting con rinomati fotografi.

Nel 1985, accanto a Moschino Couture nasce Moschino Cheap&Chic: una linea di abbigliamento più economica dedicata sia alle donne che agli uomini. La forza di Moschino, oltre alla creatività, risiedeva anche negli ideali. Ha spesso utilizzato una comunicazione atipica che ironizzava sui tradizionali meccanismi di comunicazione della moda. Inoltre, negli anni ’90, insieme al lancio di campagne ambientaliste, Moschino decide anche di non far sfilare i capi in passerella, rompendo con le regole dell’industria.

Nel 1994, con la morte di Franco Moschino la guida dell’azienda passa alla sua principale collaboratrice, Rossella Jardini, che dirige la maison fino al 2013. Nel 2013 il marchio è affidato alla direzione artistica di Jeremy Scott, designer avanguardista. Il marchio, con J.S intraprende un approccio teatrale e ironico alla moda. Nel tempo ha intrapreso progetti fuori dal comune e collaborazioni estrose diventate poi iconiche, come quella con Barbie e McDonald’s.

Dopo 10 anni, Jeremy Scott, lascia la direzione di Moschino e il resto è storia… tutta da scoprire.

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